Dei 1.600 cittadini europei attualmente detenuti nelle prigioni del Regno Unito, circa 700 sono detenuti nati in Irlanda. Un appello per porre fine alla "detenzione illegale" di persone di origine irlandese che hanno scontato la pena nelle carceri del Regno Unito viene dalla Commissione irlandese per i detenuti all’estero (Icpo), che ricorda come nell’aprile scorso sia nata una controversia riguardo al rilascio dei detenuti stranieri nella società al completamento della sentenza, senza il loro previo assenso per l’espulsione. "Al momento denuncia Gràinne Prior, coordinatore dell’Icpo persone irlandesi che hanno vissuto nel Regno Unito per anni sono ingiustamente detenute in attesa di una decisione sull’ordinanza di espulsione". Una procedura, questa, che per i firmatari dell’appello è in contrasto con una recente direttiva dell’Unione europea, che stabilisce che l’ espulsione di una persona straniera che ha commesso dei crimini può avvenire solo per "seri motivi di ordine pubblico o di sicurezza pubblica". Molti irlandesi detenuti, fa notare l’Icpo, "non soltanto hanno vissuto in Inghilterra per molti anni ma hanno là anche le loro famiglie. Se il passaggio dalla vita istituzionale di una prigione alle opportunità e alle speranze che presenta la libertà non viene favorito o incoraggiato è la denuncia dell’Icpo è la società che sbaglia, non gli ex-detenuti".