"Nessuna irregolarità. È stata la manifestazione della dignità di un popolo commovente e straordinaria. Avevamo mille dubbi sulla possibilità di svolgere le operazioni di voto in sole 11 ore, con regole complicate come quelle adottate, ma i congolesi ci hanno stupito". E’ il commento di Lisa Clark, di Beati i costruttori di pace, alle elezioni che si sono svolte il 30 luglio in Congo, le prime multipartitiche dal 1960.
"Fin dall’alba del 30 luglio, lunghe e ordinate code di gente erano al bureau de vote, in attesa del proprio turno per votare. È stato per questo che le operazioni di voto si sono svolte quasi ovunque entro i tempi previsti: alle 17, ora di chiusura dei centres de vote, le code erano smaltite. Gli unici limitati ritardi si sono avuti nelle zone rurali, dove l’alta percentuale di analfabeti ha rallentato le procedure di voto". Gli osservatori italiani, 61 coordinati da Beati i costruttori di pace, hanno seguito le operazioni di spoglio insieme ai 5mila congolesi preparati dalla locale Conferenza episcopale. Alcuni osservatori internazionali hanno confermato questa impressione, dicendo di "non aver mai visto nulla di così corretto e riuscito". "È stato un esempio per il mondo commenta Eugenio Melandri, coordinatore nazionale dell’associazione Chiama l’Africa , se si pensa che fino a due anni fa il Congo non aveva nemmeno un’anagrafe".