“Il fenomeno della violenza nei confronti delle donne coinvolge uomini e donne di tutti i Paesi e le culture”: lo ricorda in una nota la Caritas ambrosiana, sottolineando che i mezzi di comunicazione hanno riferito gli episodi avvenuti di recente a Milano in modo che l’opinione pubblica “fosse portata a sovrastimare le aggressioni sessuali da parte di sconosciuti, statisticamente invece più contenute (il 10% del totale), rispetto alle violenze agite in ambito familiare o da conoscenti”. Con questo “non si intende negare la gravità di questi episodi tuttavia la sensazione è che il fenomeno della violenza alle donne abbia improvvisamente assunto i tratti di un’emergenza e che poi, passato qualche tempo, ricada nella dimenticanza”. Secondo la Caritas i servizi giornalistici “enfatizzano il fatto che l’aggressore sia uno straniero clandestino, avallando in modo acritico l’associazione tra questa condizione e una presunta propensione al crimine”. Ma questo fenomeno, invece “è molto complesso – scrive la Caritas ambrosiana – e al contrario di quanto comunemente si pensa, si manifesta, in Italia e a Milano, soprattutto in ambito familiare”, riguarda "tutte le classi sociali, le religioni, senza distinzione di istruzione, reddito, età”. “Da molti anni, come Caritas abbiamo sviluppato un’attenzione alle donne maltrattate e che subiscono violenza e riteniamo – conclude la nota – che la violenza di genere, necessiti di un’attenzione costante e di un confronto che coinvolga i diversi soggetti sociali, non ultime, oggi, le associazioni degli stranieri”.