11 SETTEMBRE: DON FABRIS (BIBLISTA), "SMASCHERARE LA MANIPOLAZIONE DEL SACRO PER GIUSTIFICARE LA VIOLENZA"

"Gli atti violenti dell’11 settembre di cinque anni fa, con i terroristi che invocano il loro Dio prima del gesto supremo del ‘martirio’ purificatore, rivelano una visione falsata e distorta del creatore. In realtà, nel ceppo della rivelazione biblica che parte dall’ebraismo, passa per il cristianesimo e da cui ha attinto anche l’islam, la vera immagine di Dio non è vendicatrice, ma ‘santa’, un Dio che è padre e non può abbandonare nè distruggere i suoi figli": lo ha detto al SIR don Rinaldo Fabris, presidente dell’Associazione Biblica Italiana (Abi), che questa sera aprirà a Roma la propria 39° Settimana di studi sul tema "La violenza nella Bibbia". "Non è tanto una questione di ‘scontro di civiltà’, quanto piuttosto di ‘manipolazione del sacro’ per propri fini violenti – dice ancora don Fabris – quello che emerge dall’11 settembre e dai fatti seguenti. Semmai, dal punto di vista occidentale, il mondo cristiano e gli Stati Uniti in particolare dovrebbero riflettere maggiormente in chiave culturale su quanto è avvenuto: infatti le scelte seguenti, quali la guerra in Iraq, indicano l’intento di ritorsione, per eliminare fisicamente i presunti responsabili degli attacchi, senza sforzarsi di cogliere nel profondo le radici culturali di tali eventi". Solo a partire da tale riflessione profonda, secondo il biblista, "sarà possibile innestare un’azione politica che riduca le matrici della violenza che utilizza le motivazioni religiose per le proprie energie distruttive".