BENEDETTO XVI IN GERMANIA: ALL’UNIVERSITÀ DI REGENSBURG, “UNA RAGIONE SORDA AL DIVINO” NON SA DIALOGARE CON LE CULTURE

Di fronte “alle grandiose possibilità” che lo “sviluppo moderno dello spirito” ha “aperto all’uomo”, “vediamo anche le minacce che emergono da queste possibilità e dobbiamo chiederci come possiamo dominarle” ha affermato ancora Benedetto XVI nel suo discorso ai rappresentanti della scienza a Regensburg. “Ci riusciamo solo se ragione e fede si ritrovano unite in un modo nuovo; se superiamo la limitazione autodecretata della ragione a ciò che è verificabile nell’esperimento, e dischiudiamo ad essa nuovamente tutta la sua ampiezza. In questo senso la teologia, non soltanto come disciplina storica e umano-scientifica, ma come teologia vera e propria, cioè come interrogativo sulla ragione della fede, deve avere il suo posto nell’università e nel vasto dialogo delle scienze”. Per il Papa, “solo così diventiamo anche capaci di un vero dialogo delle culture e delle religioni; un dialogo di cui abbiamo urgente bisogno”. Quanto alla tendenza diffusa “nel mondo occidentale” a ritenere universali solo la ragione positivista e le forme di filosofia da essa derivanti”, Benedetto XVI ha rimarcato che “le culture profondamente religiose vedono proprio in questa esclusione del divino dall’universalità della ragione un attacco alle loro convinzioni più intime”. Per il Pontefice, “una ragione, che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell’ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture”.