Prevenire l’esodo di tante giovani africane verso l’Italia, promuovere campagne di prevenzione e corsi di formazione, ridare dignità, libertà e identità a tante donne vittime di sfruttamento e reintegrare nella famiglia e nella società quante ritornano in Nigeria sia volontariamente, oppure perché malate o espulse dall’Italia in quanto prive di documenti, ma “desiderose di ricostruirsi un futuro degno di persone umane”. Sono questi alcuni obiettivi di una grande struttura la cui realizzazione è iniziata a Benin City dall’Usmi (Unione superiore maggiori d’Italia www.usmi.pcn.net) con l’appoggio di diversi enti ed organizzazioni. La collaborazione tra l’Usmi e la Conferenza delle religiose nigeriane è iniziata nel 2000 quando la presidente della stessa unione, M. Teresa Simionato, invitò la presidente delle religiose nigeriane, sr. Patricia Ebegbulem in Italia per constatare di persona il drammatico problema che vedeva coinvolte diverse migliaia di giovani nigeriane. I vescovi del Paese africano sono intervenuti successivamente con la lettera pastorale “Ripristinare la dignità della donna nigeriana” mentre la Conferenza delle religiose ha dato vita ad un comitato con sede a Benin City per dare risposte concrete alle emergenze. L’opera si realizzerà con un finanziamento Cei e con il concorso di Caritas Italiana e di altri organismi ecclesiali.