Una lettera aperta a tutte le istituzioni "per dare voce al diritto della piccola Maria di essere salvaguardata da ulteriori abusi e sofferenze ed avere assicurato il suo diritto all’accoglienza familiare". A scriverla è l’Aibi, l’associazione Amici dei Bambini per la quale "il dramma umano della piccola Maria non può passare in secondo piano rispetto al diritto di sovranità di ogni Stato". "Ritenendo che nessuno può essere sacrificato nella speranza di ottenere, grazie al suo sacrificio, il rispetto dei diritti umani di altri – precisa Marco Griffini, presidente di Aibi – speriamo che si possa ritrovare un dialogo costruttivo fra l’Italia e la Bielorussia che finalmente ponga le basi di una collaborazione costante per dare una famiglia alle migliaia di bambini abbandonati in quel Paese". Secondo Aibi "la vicenda di Maria necessita di un intervento specifico e se proviamo a guardarla con i suoi occhi è possibile che gli Stati possano trovare tempi e soluzioni adeguati per consentirle di crescere nel calore di una famiglia, senza dare inutili ultimatum di sospensione degli accordi italo-bielorussi in materia di adozione". Intanto Aibi fa sapere che "continuerà l’attività a sostegno della bambina bielorussa e della famiglia Giusto".