La vita e la morte non sono solo "eventi biologici", e questioni come la natura dell’embrione, la "mentalità contraccettiva" o "la prospettiva della clonazione" vanno inseriti all’interno degli interrogativi su "quale vita e quale morte", superando così le "contraddizioni" emergenti "nel dibattito attuale intorno alle brucianti questioni bioetiche". Lo ha detto il card. Angelo Scola, patriarca di Venezia, tenendo oggi una "lecio magistralis" al convegno dell’Istituto San Camillo al Lido di Venezia. "Dall’impiego delle cellule staminali (quali?), fino all’accanimento terapeutico e all’eutanasia, dal delicato rapporto economia-organizzazione della sanità fino al diritto alla riabilitazione di persone sopra i 65 anni": questi, per Scola, alcuni "brucianti interrogativi" posti dalla comparsa della bioetica negli ambienti della sanità. "Coniugare amore e medicina" è la proposta del patriarca, secondo il quale bisogna "affrontare il delicato problema dell’equa distribuzione delle risorse economiche, in un campo difficile come quello dell’attività sanitaria, non solo a partire dalle legge del mercato", ma cercando "instancabilmente il punto di equilibrio tra salute ed economia come risultato dell’effettivo coinvolgimento di tutti gli attori che sono in gioco", a partire dal primato della persona. ” ” ” “