ECUMENISMO: A BOSE CONVEGNO SU CABASILAS, UN LAICO DEL 1300 TESTIMONE CHE "LA VITA SECOLARE NON IMPEDISCE LA VITA INTERIORE"

“Un’occasione per conoscere meglio una straordinaria figura del XIV secolo bizantino, ma anche per riscoprire la centralità della liturgia eucaristica nelle nostre vite di credenti": è l’augurio formulato dal priore di Bose, Enzo Bianchi, nell’aprire stamattina, nel monastero piemontese, i lavori della prima sessione del XVI Convegno ecumenico internazionale dedicata a “Nicola Cabasilas e la divina liturgia” (fino al 16). Una figura, quella di Cabasilas (Salonicco 1320 – Monte Athos 1391), di: “un laico che vive al cuore stesso delle vicende del suo tempo e del suo mondo e ne è radicalmente coinvolto”; di “un ‘semplice’ cristiano che, però, ci ha lasciato una delle meditazioni più profonde sulla vita spirituale e una delle comprensioni più alte del mistero dell’eucarestia”. Per Bianchi, Cabasilas: “E’ un esempio chiaro di come si possa vivere nel mondo senza essere del mondo, a testimonianza che la vita secolare non impedisce la vita interiore”. La centralità, indicata da Cabasilas, dell’eucarestia nella vita spirituale deve, secondo il priore di Bose, aiutare: “a riscoprire la centralità della liturgia eucaristica anche nelle nostre Chiese, proprio mentre constatiamo l’impossibilità, in quanto cristiani ancora separati, di condividere la gioia della mensa eucaristica”.