CELLULE STAMINALI: VESCOVI (SAN RAFFAELE), "NON TERRORIZZARE I PAZIENTI CON FALSE SPERANZE CIRCA LE EMBRIONALI. PIÙ VICINI ALL’UTILIZZO DELLE STAMINALI ADULTE"

"Non si possono terrorizzare i pazienti, specie quelli portatori di malattie gravi o incurabili, affermando che solo con l’utilizzo delle cellule staminali embrionali ci possano essere per loro speranze di guarigione": lo ha detto ieri sera a Roma Angelo Vescovi del Centro S. Raffaele di Milano, nella sua relazione al convegno internazionale "Cellule staminali: quale futuro per la terapia? – Aspetti scientifici e problemi bioetici" promosso dalla Pontificia Accademia per la Vita. "La realtà è che siamo vicini, forse vicinissimi ad usare le cellule staminali adulte per curare pazienti portatori di malattie neurologiche degenerative, ma occorre prima arrivare alle certificazioni richieste. Invece occorre dire con altrettanta chiarezza che al momento non ci sono terapie con staminali embrionali". Secondo Vescovi, "oltre ai problemi tuttora rilevanti sul piano scientifico per l’utilizzo di dette cellule embrionali, va aggiunto che, a livello sperimentale, sembra imporsi la linea di coloro che preferiscono utilizzare staminali embrionali clonate da cellule prelevate da embrioni morti per cause naturali. Con questo si raggiungono due risultati: non si pone il problema etico della soppressione volontaria dell’embrione e si ottiene un numero più rilevante di cellule di pari qualità".