DIOCESI: NAPOLI, LETTERA DEL CARD. SEPE "IL SANGUE E LA SPERANZA" (2)

“Assistiamo, con sofferenza – denuncia il card. Sepe -, alla crescita, anche nella nostra diocesi, di un costume e di una mentalità che, spesso, esaltano uno sperare effimero e dispersivo. Se ci fermassimo alla lettura della cronaca dei nostri quotidiani, sembrerebbe impossibile trovare ancora tracce di speranza nel sangue, che tinge di rosso le nostre strade a causa della violenza”. Tuttavia “la speranza per noi, riscattati dal sangue di Cristo, non è sinonimo di semplice desiderio: è, come dice la radice latina e greca del termine, volontà di tensione”. “Il seme della speranza – prosegue – è forse il più piccolo, ma può dar vita ad un albero rigoglioso e portare molti frutti se avremo il coraggio di affrontare le paure che minacciano la nostra città, se avremo la forza di uscire da ogni sorta di omertà e, solidali l’uno con l’altro, saremo in grado di organizzare nuove strutture e nuove forme di carità”. Il porporato passa poi in rassegna i martiri di oggi, ricordando che “il martire non è solo colui che compie gesta straordinarie, ma in un certo senso è anche colui che, per l’amore della sua fede, sa rendere straordinario l’ordinario”. Sono testimoni di cui Napoli è ricca, “gente comune che, nella quotidianità della vita, vive per la verità e per l’amore”.