” “Una serata spirituale per ricordare il domenicano Pierre Claverie, "un uomo di fede che ha lasciato nella sua vita uno spazio accogliente anche per ‘la verità degli altri’". Così, a dieci anni dalla sua morte (avvenuta a causa di una bomba all’esterno del vescovado di Orano, in Algeria), se ne fa memoria a Roma il 22 settembre (ore 19) nella Basilica di Santa Sabina sull’Aventino. Organizza l’Associazione «Les amitié Pierre Claverie». "Pierre Claverie è un figlio dell’Algeria", spiegano, perché "nato da una famiglia di francesi d’Algeria" e per la sua scelta "di vivere da algerino fra algerini, di condividerne la vita". Per il religioso vivere in Algeria significava "incontrare l’altro per riscoprire se stesso": "Mi sono domandato perché, durante tutta la mia infanzia, essendo cristiano, frequentando le chiese, ascoltando discorsi sull’amore del prossimo, mai ho sentito dire che l’arabo era il mio prossimo. Può darsi che sia stato detto, ma io non l’avevo mai sentito. Mi sono detto ora: basta con i muri, con le frontiere, con le fratture. Occorre che l’altro esista, altrimenti ci si espone alla violenza, all’esclusione, al rigetto".” “