"La maggiore e radicata minaccia che grava sulla nostra sicurezza collettiva è la piaga globale della miseria e della fame. È una piaga che affligge milioni di persone in tutto il mondo. Questo non giustifica l’attuale terrorismo, contro il quale dobbiamo lottare, ma certamente contribuisce a che esso si alimenti in quelle comunità dominate dalla mancanza di speranza e dalla frustrazione". E’ quanto si legge in una lunga intervista esclusiva che il presidente brasiliano Luis Ignacio Lula ha rilasciato al mensile "30 giorni" (diretto da Giulio Andreotti), a pochi giorni dalle elezioni presidenziali che si terranno in Brasile il 1° ottobre. "Mettere in pratica meccanismi finanziari capaci di aiutare i Paesi più poveri a raggiungere le mete dello sviluppo sottolinea Lula – è la sola speranza che può ottenere vittoria sulla paura". A proposito della crisi in Medio Oriente Lula ricorda che "il Brasile è un Paese dove le differenti etnie e i gruppi religiosi coesistono da sempre e in forma pacifica", comprese le comunità arabe ed ebraiche, "che sono forti ed hanno eccellenti relazioni". Perciò il Brasile da sempre "difende il diritto di Israele a vivere in sicurezza entro le sue frontiere e, allo stesso tempo, riconosce e sostiene il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione e a vivere in uno Stato sovrano e indipendente".