Nel messaggio che quest’anno l’arcivescovo di Osimo-Ancona, Edoardo Menichelli, ha inviato agli studenti per l’inizio delle lezioni, presentato questa mattina presso la basilica di san Giuseppe di Copertino (patrono degli studenti) a Osimo, c’è un particolare invito a cercare "la sapienza del cuore", non solo della mente, e a non scartare Dio dalla propria vita, perché "Dio non è un ingombro". Il messaggio, in novemila copie distribuite in tutte le scuole, è diviso in tre parti. Nella prima il pastore invita i ragazzi a non accontentarsi e ad avere il coraggio di mettere il "sapere umano a confronto con il libro che Dio ha consegnato all’umanità, appunto quella Persona vivente che non ci dispensa dall’interrogarci, né ci elimina l’inquietudine del cercare e che si pone come ‘Via, Verità e Vita’". La seconda raccomandazione dell’arcivescovo è quella di vivere la scuola non come "affaticato passaggio per la pura abilitazione professionale", ma "come percorso di senso, come massima espressione dell’intelligenza, come elaborazione di un dono, come contributo da offrire a tutta l’umanità, come comunicazione di bene". Se la scuola è "codice di civiltà", dice Menichelli nella parte finale del messaggio, pur non dovendo tradire la storia e la cultura del nostro popolo, essa ha "il dovere dell’integrazione: cresce sempre più il numero di studenti che provengono da altre culture, religioni ed etnie. È il grande tema della nuova cittadinanza da costruire, come fondamento della storia futura".