“Il dialogo costituisce un metodo serio per l’incontro con le religioni dal punto di vista della verità cristiana, per l’intenzionalità profonda del cristianesimo, caratterizzato dall’ampia prospettiva universalistica". Così mons. Paolo Selvadagi ha inquadrato il tema del convegno che si chiude oggi all’Università Lateranense sul tema "Dialogo interreligioso. Puntualizzazioni e prospettive".”Il dialogo – ha ripreso il docente – si misura con l’analisi della società contemporanea e intercetta categorie nuove come tolleranza, multiculturalismo, riconoscimento della differenza, che interagiscono con quelle già utilizzate: incontro, rispetto, arricchimento reciproco”. Per altro verso, ha aggiunto mons. Selvadagi, “il dialogo interreligioso passa attraverso la testimonianza di vita dei fedeli, e l’impegno comune sui principi etici e la lotta alle povertà come la fame e l’Aids". Perché il dialogo si realizzi, ha aggiunto mons. Selvadagi "si può seguire la strada dottrinale, ma questa non può essere l’unica. C’è infatti anche la strada dell’esperienza religiosa tracciata dal papa Giovanni Paolo II, con l’incontro di Assisi”. In questo contesto “le relazioni intercorse tra la Chiesa cattolica e le altre religioni dimostrano che il dialogo non è una speranza lontana, ma una seria prospettiva”.