EUTANASIA: DOLDI (TEOLOGO MORALISTA), "SOFFERENZA E MALATTIA ‘SCANDALO’ PER LA SOCIETÀ DEL BENESSERE E DELL’EDONISMO" (2)

Per il teologo moralista "in un contesto ben diverso devono essere pensati la malattia, la sofferenza, il morire e, soprattutto, l’assistenza al paziente". Talune richieste di morte da parte di persone gravemente sofferenti sono, in realtà, a giudizio di don Doldi, "la traduzione estrema di un’accorata richiesta di ricevere più attenzione e vicinanza umana, oltre a cure appropriate". Ma "tali legittime richieste trovano accoglienza nelle nostre strutture sanitarie, nei domicili ove vivono malati non guaribili? O, talvolta, la persona malata è affidata unicamente ai familiari?", si chiede il teologo moralista. Richiamando la "Carta degli operatori sanitari", Doldi nota come "l’ammalato che si sente circondato da presenza amorevole umana e cristiana" non "chiede di farla finita con la vita" ed "è per questo che l’eutanasia è una sconfitta di chi la teorizza, la decide e la pratica". In realtà, conclude Doldi, "sarebbe bene domandarsi se la motivazione della insopportabilità del dolore del paziente, non sia da leggersi come l’incapacità dei sani di accompagnare la persona attraverso la sofferenza e la malattia, che sono così di scandalo per la società del benessere e dell’edonismo".