CINEMA: PREMIO BRESSON 2006, "UN PASSO NEL DISGELO FRA CINA E VATICANO"

"Sono molto orgoglioso di questo riconoscimento, perché restituisce speranza a tutti i cattolici del mio paese". Di fronte alla platea riunitasi per l’occasione alla Mostra del Cinema di Venezia, il regista cinese Zhang Yuan ha ritirato questa mattina il Premio Robert Bresson 2006. "In Cina sono tantissimi (i cattolici, ndr) – ha proseguito il cineasta – e sono sicuro che un segnale così forte da parte della Chiesa li aiuterà a percepire la vicinanza e la considerazione del Vaticano nei loro confronti". Alla sua settima edizione, il premio è andato quest’anno ad "un cineasta che coniuga il primo piano sulla realtà cinese contemporanea e il campo lungo su un sentire universale – spiega Dario E. Viganò, presidente dell’Ente dello Spettacolo -, capace di toccare corde emotive e spirituali con rara intensità. Il nostro augurio è che il Robert Bresson a Zhang Yuan costituisca un piccolo passo nel disgelo nei rapporti fra Cina e Vaticano". Il riconoscimento, inaugurato da Giovanni Paolo II, resta l’unico premio a godere del diretto sostegno del Vaticano: "È un segno concreto dell’attenzione della Chiesa per instaurare un dialogo aperto con il variegato ambente cinematografico. Zhang Yuan – ha commentato mons. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali –, con i suoi film ha aperto una finestra sulla società cinese contemporanea, contribuendo ad annullare la distanza geografica e mettendo in scena la cultura del suo paese, e allo stesso tempo dell’umanità intera".