“Da subito ho temuto ed ho effettivamente visto l’Occidente chiudersi in se stesso per la paura, e questo, cinque anni dopo, è quello che è avvenuto: il dominio della paura”.Così commenta il 5° anniversario dell’11 settembre Jean-Arnold De Clermont, presidente della Conferenza delle Chiese europee, ad Assisi in questi giorni per l’incontro tra rappresentanti di diverse religioni in continuità con quello voluto da Giovanni Paolo II nel 1986. “Tuttavia – aggiunge il presidente delle Chiese evangeliche – partecipare agli incontri nello ‘spirito di Assisi’ significa coltivare la capacità di negoziato: un elemento prioritario, anche per approfondire meglio la nostra identità. L’Occidente dunque deve dare segnali meno timorosi”.
“Una triade da realizzare è la risposta urgente da dare alla storia che sta seguendo l’11 settembre ha commentato Mohammed Esslimani, teologo mussulmano algerino – la libertà, la giustizia e la pace sono inscindibilmente unite. Sono islamici e cristiani i giovani orientali consapevolmente uniti da un unico destino e rischiosamente in fermento come la lava di un vulcano attivo. In questo ha concluso Esslimani – l’Occidente può fare molto, senza esitazioni: è indispensabile il suo intervento per colmare l’aspirazione dei giovani alla democrazia”.