“Le migrazioni” sono “uno dei problemi legati alla globalizzazione e al commercio iniquo”; per questo “è necessaria una teologia per la pace giusta”: lo ha detto Fernando Enns, membro del Comitato centrale del Wcc (Consiglio mondiale delle Chiese), a margine dell’incontro del Comitato che si chiude domani 6 settembre a Ginevra. Le migrazioni e l’impegno per una teologia della pace costituiscono le priorità 2007 del “Decennio per sconfiggere la violenza” (Dov), promosso dal Wcc e intitolato “Chiese in cerca di riconciliazione e di pace 2001-2010”. Il motto prescelto per il 2007 “Fa di me un canale per la tua pace”, ha proseguito Enns con riferimento alla guerra globale al terrorismo, “è un segno che il superamento della violenza è un percorso spirituale”. Per Geiko Mueller-Fahrenholz, coordinatore della Convocazione ecumenica internazionale per la pace in programma nel 2011, “l’impegno per la pace va posto al centro della vita e dell’attività delle Chiese; se ciò può apparire ingenuo – ha aggiunto – allora è ingenuo anche il Vangelo. La violenza non può scomparire, ma può essere sconfitta tutti i giorni facendo il bene”. E intanto, nell’ambito del Dov è in programma il prossimo 21 settembre la Giornata internazionale di preghiera per la pace, rivolta a tutte le Chiese aderenti al Wcc, rete ecumenica costituita da 348 Chiese protestanti, ortodosse, anglicane per un totale di oltre 560 milioni di cristiani.