BENEDETTO XVI: UDIENZA; "IL VERO TESTIMONE NON SI ACCONTENTA DI PROPORRE L’ANNUNCIO"

Il "vero" testimone "non si accontenta di proporre l’annuncio, ma interpella direttamente l’interlocutore suggerendogli di fare lui stesso un’esperienza personale di quanto annunciato". A ribadirlo è stato il Papa, che ha dedicato la catechesi dell’udienza generale di oggi all’apostolo Filippo. "L’Apostolo – ha esordito – ci impegna a conoscere Gesù da vicino. In effetti, l’amicizia ha bisogno della vicinanza, anzi in parte vive di essa". Gesù stesso ha scelto i Dodici affinché "condividessero la sua vita e imparassero direttamente da lui non solo lo stile del suo comportamento, ma soprattutto chi davvero Lui fosse". L’importante, ha sintetizzato il Papa a proposito dello stile di Gesù del Vangelo così come è stato interpretato da san Paolo, "è non solo e non tanto ascoltare i suoi insegnamenti, quanto ancor più conoscere Lui in persona, cioè la sua umanità e divinità, il suo mistero, la sua bellezza. Egli infatti non è solo un Maestro, ma un Amico, anzi un Fratello. Come potremmo conoscerlo a fondo restando lontani? L’intimità, la familiarità, la consuetudine ci fanno scoprire la vera identità di Gesù Cristo. Ecco: è proprio questo che ci ricorda l’apostolo Filippo". Alla scuola di Filippo, ha concluso il Santo Padre, dobbiamo essere sempre pronti" ad "essere una strada aperta" verso il Signore.