"Anche i Balcani, con la loro storia religiosa, sono parte delle radici dell’Europa". Lo ha ricordato don Lorenzo Maggioni, giovane sacerdote della diocesi di Milano,intervenendo oggi alla settimana europea sulla "Storia religiosa dell’Islam nei Balcani" in corso a Gazzada (Varese), per iniziativa della Fondazione ambrosiana Paolo VI. "La grandezza del nostro continente ha aggiunto il sacerdote sta in un pluralismo pacifico tra diverse culture e religioni. Ciò riguarda anche l’Islam, nei cui confronti bisogna andare al dei là di una semplice contrapposizione che lo vede come un corpo estraneo con cui oggi fare i conti". Giudizio considerato "idealista", da don Giorgio Fedalto dell’Università di Padova, che ha invitato a non confondere "la storia con la futurologia". "La convivenza oggi è difficile, e sono gli stessi islamici ad ammetterlo ha osservato Fedalto , quando affermano che fra 20 anni l’Europa, se non altro per un fattore anagrafico, sarà dominata dalla loro religione". Eppure "in Bosnia è stata radicata per dei secoli una convivenza che oggi si è persa", ha affermato Lucia Zanarella di Padova: "Gli accordi di Dayton ha aggiunto hanno relegato quel Paese a una riserva, e l’Europa ignora cosa fare per ripristinare quell’antica convivenza, mentre, d’altra parte, gran parte dell’opinione pubblica ha un tragico vuoto nella conoscenza della storia dei Balcani".