11 SETTEMBRE: BRANCA (UNIVERSITÀ CATTOLICA), "UNO SHOW MEDIATICO CHE TENDE A COPRIRE LA REALTÀ"

Fedeli musulmani moderati, che vivono ben integrati in Europa. È questa una delle evoluzioni possibili dell’Islam a distanza di cinque anni dagli attentati dell’11 settembre, che sconvolsero il mondo e misero in luce il problema del terrorismo islamico, secondo Paolo Luigi Branca, esperto in Islam e docente all’Università cattolica di Milano. "Dopo l’11 settembre il livello dello scontro è stato spostato sulla dimensione mediatica: la spettacolarizzazione degli attentati ha dato il via a molte pubblicazioni, dai libri di Oriana Fallaci alla quotidiana presenza su giornali e televisioni delle tematiche relative al terrorismo. Il pericolo però è che la rappresentazione della realtà possa prendere il posto della realtà stessa", afferma il docente in un’intervista questa sera on line su old.agensir.it. Così si osserva uno "show mediatico" che "tende a coprire la realtà, invece che farla emergere in tutte le sue sfaccettature, anche positive". In questi anni "tra i musulmani che vivono in Occidente è maturata una visione critica: hanno capito di avere una posizione specifica, e che non possono essere solo il clone dei loro fratelli che abitano nei paesi arabi". Compito del mondo occidentale, da parte sua, è "de-ideologizzare il dibattito". Ad avviso di Branca, quella islamica "non è una questione religiosa: pur essendo fedeli all’essenza della propria fede, si può essere dei buoni cittadini, integrati, che collaborano al bene comune".