11 SETTEMBRE: MONS. CREPALDI (PONTIFICIO CONSIGLIO GIUSTIZIA E PACE), "UNA NUOVA FASE DELLA CONVIVENZA UMANA"

"La grande esperienza di Assisi del 1986″ ha permesso di riscoprire "il ruolo pubblico della religione, non relegata alla semplice sfera privata o confessionale". Lo ha detto ad un intervista che al SIR mons. Giampaolo Crepaldi, Segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della pace. "E’ bene ribadire – ha spiegato mons. Crepaldi – come la religione sia fonte di pace e non di conflitto". È, dunque, "la strumentalizzazione o la politicizzazione della religione a costituire un grande rischio per la pace e la sicurezza della famiglia umana". In tale contesto, il terrorismo internazionale o il fondamentalismo sono "la degenerazione di persone che tendono ad imporre con la violenza la loro verità e visione della realtà". Ricordando l’attentato alle Torri gemelle, mons. Crepaldi ha sottolineato come con l’11 settembre "si è aperta una nuova fase della convivenza umana, dove la guerra irrompe nella quotidianità". Inoltre, "nel terrorismo alcune persone si uccidono per uccidere altre persone, manifestando una visione radicale della realtà ma al tempo stesso nichilista della vita umana". Questi due aspetti, per mons. Crepaldi, "sollecitano un serio esame di coscienza di ogni persona credente in Dio o non credente”.