"L’istruzione è la chiave per ridurre la povertà": don Aldo Martini, presidente dell’Opam, l’Opera di promozione dell’alfabetizzazione nel mondo fondata nel 1972 da don Carlo Muratore, si trova concorde con il tema scelto per la Giornata internazionale dell’alfabetizzazione, che si celebra domani. "Senza la cultura chiarisce don Martini non si creano le basi per la convivenza sociale né per la difesa dei propri diritti. Gli analfabeti dipendono dagli altri in tutto". Insomma, per il presidente dell’Opam, "senza l’istruzione davvero non c’è futuro. Per questo la nostra associazione punta sull’alfabetizzazione primaria e su quella professionale nei cosiddetti Paesi del Terzo mondo, in particolar modo in Africa". Il problema dell’analfabetismo coinvolge quasi 800 milioni di persone in tutto il mondo, di cui due terzi sono donne. "In un Paese molto avanzato dal punto di vista informatico come l’India ricorda don Martini il 34% è analfabeta; o ancora l’11% dei cinesi lo sono e il 40% delle popolazioni di fede islamica. Infatti, le scuole coraniche non mirano ad insegnare a leggere e scrivere ma a far imparare a memoria il corano. Persino in Italia, che è uno dei 30 Paesi più istruiti del mondo ci sono 6 milioni di analfabeti". "Purtroppo aggiunge il presidente dell’Opam l’ignoranza è funzionale al neocolonialismo, come dimostrano il fatto che, al di là dei proclami, gli investimenti degli Stati ricchi in quelli poveri nel campo dell’istruzione sono veramente minimi". (segue)