CINA: UN PRETE DELLA “CHIESA CLANDESTINA”, "LE NOSTRE FATICHE E SPERANZE"

La Chiesa in Cina “rimane ancora a rischio scisma” perché “il governo cinese vuole cambiare la struttura cattolica con una nuova legge, in nome della democratizzazione. Ad esempio, i vescovi sono richiesti di obbedire alla Conferenza nazionale dei rappresentanti cattolici”. A raccontare le fatiche dei cattolici cinesi e gli sforzi per il dialogo e la riconciliazione è Zang Wong (è un nome di fantasia per tutelarne la sicurezza), prete della cosiddetta “chiesa clandestina” che svolge le attività in parallelo con la chiesa ufficiale, le cui nomine sono gestite dal governo, come pure le attività. Vive “nell’unico posto accettato dal governo per amministrare la Chiesa clandestina”, una ottantina di sacerdoti, circa 100.000 fedeli. E’ uno dei 150 partecipanti invitati in questi giorni in Italia, a Triuggio (Milano), per il VII colloquio europeo dei cattolici sulla Cina, che si svolge ogni tre/quattro anni in Paesi diversi. Quest’anno l’organizzazione è toccata al Pime (Pontificio Istituto missioni estere), che ha riunito studiosi ed esperti da Europa, Usa, Taiwan, Hong Hong e Cina continentale. Zang Wong ha raccontato anche i particolari della sua vocazione nata in famiglia, grazie alla fede tenuta in vita dai nonni nonostante nel 1948 iniziassero i divieti e le persecuzioni: “Ricordo che tutta la famiglia recitava insieme, segretamente, il rosario e il vespro, con le finestre e le porte chiuse; così si trascorreva, venti anni fa, anche la notte di Natale, senza messa e senza sacerdote”. (segue)” ” ” “