CINA: COLLOQUIO EUROPEO, “IL DIALOGO TRA CHIESA E STATO RICHIEDE MOLTO TEMPO” (2)

Descrivere la Chiesa in Cina e i rapporti con il governo è impresa ardua, “perché non è una situazione monolitica; è composta di chiaroscuri e spesso vengono fatte delle semplificazioni improprie – ha precisato Heyndrickx -. Se è vero che la Chiesa è divisa, è anche vero che pure il partito è diviso tra comunisti conservatori e liberali, con diversi atteggiamenti nei confronti delle Chiese. Quando distruggono le Chiese, ad esempio, sono i comunisti degli anni Cinquanta, che dimostrano di non essere così aperti come proclamano”. “Ma il problema della libertà religiosa – ha puntualizzato – non nasce con la rivoluzione comunista, esiste da 300 anni, è un fatto culturale, la Cina da tempo vuole controllare le religioni”. Per questo Heyndrickx, se da un lato, come missionario, auspica “che presto qualcosa succeda per il miglioramento delle relazioni” dall’altro, come studioso, “realisticamente” non crede “che possa accadere presto”. “Ed è meglio che non accada troppo presto – ha precisato – perché se si ottiene la legittimazione senza il rispetto dei diritti si corre il rischio di una normalizzazione della fede della Chiesa su quei livelli, allora sarebbe un disastro”. Heyndrickx ha auspicato inoltre una maggiore collaborazione tra Chiese europee e comunità cinesi, per aiutarle soprattutto nella formazione del clero e dei religiosi/e, e nello sviluppo sociale”.” “