FAMIGLIA: CARD. TETTAMANZI; IL "DRAMMA DELL’ABORTO" E LE "AMBIGUITÀ" DELLA FECONDAZIONE ARTIFICIALE, LAVORO E CASA TRA LE PRIORITÀ

"Ci sono coppie sposate che desiderano un figlio, ma il figlio non arriva. Questa esperienza di amore, che sembra bloccata nella sua desiderata fecondità, provoca spesso molta sofferenza, spinge a ricorrere a vie in apparenza più facili ma che non sono prive di forti ambiguità etiche". È quanto scrive il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, che nelle linee programmatiche della diocesi per il 2007-2007, dedicate alla famiglia, oltre a esprimere perplessità sulle pratiche di fecondazione assistita cita anche il "dramma dell’aborto", a cui ricorrono coppie che "non sono disponibili accogliere un figlio, non si sentono capaci di sopportare una simile responsabilità che avvertono come un peso insopportabile, ne hanno paura, oppure semplicemente – anche perché schiacciati da condizionamenti culturali di cui non avvertono l’estrema pericolosità – non lo vogliono e lo rifiutano". Per "tante famiglie" di oggi, aggiunge il cardinale, "non solo il lavoro, ma anche la casa è un problema molto grave e sofferto. Ci sono non poche coppie di giovani costretti a rimandare le nozze desiderate perché non si possono permettere una casa a causa degli altissimi prezzi", o "famiglie in precarie condizioni economiche che fanno molta fatica a sopportare i costi della casa". Di qui l’auspicio per "una nuova politica familiare, improntata ai criteri della verità, della giustizia e dell’equità, della libertà e della solidarietà", a partire da "un vero ascolto delle esperienze con crete di molte famiglie".