FAMIGLIA: CARD. TETTAMANZI; PIÙ ATTENZIONE A FAMIGLIE "DIVISE", "IRREGOLARI" O IMMIGRATE

"Un numero sempre crescente di persone, pur provenendo dalle comunità cristiane, non sceglie l’istituzione del matrimonio" religioso ma "il semplice matrimonio civile o la convivenza". A lanciare il grido di allarme è il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, che nelle linee pastorali di quest’anno, dedicate alla famiglia, invita la comunità cristiana "a interrogarsi su come essere più vicina a queste persone e a queste situazioni, sia nel loro sorgere come nel loro evolversi lungo gli anni", offrendo innanzitutto "esempi semplici e convincenti di una vita coniugale secondo verità". "Talvolta con troppa facilità, altre volte dopo un serio e prolungato ripensamento, ma sempre con molta sofferenza – denuncia l’arcivescovo – diversi matrimoni falliscono e tante famiglie si trovano divise, con conseguenze spesso molto gravi per i genitori e per i figli". È proprio in queste situazioni che "il cristiano e tutta la comunità non devono abbandonare a se stesse le persone che stanno attraversando questo dramma", fornendo invece loro "con spirito di carità e di fede un aiuto pratico e concreto". Altra categoria raccomandata dal cardinale all’attenzione dei fedeli è quella delle famiglie immigrate, anche loro vittime di "non poche situazioni di disagio e di vera povertà materiale e spirituale: famiglie divise, coniugi abbandonati, nuove unioni in Italia pur in permanenza di legami familiari nel paese d’origine, lavoro saltuario e irregolare, ricorso all’aborto per situazioni di insostenibilità economica o per paura di perdere la precaria occupazione".