SOMALIA: BERNOCCHI (CARITAS SOMALIA), “L’ESTREMISMO ISLAMICO SI RISOLVE BUTTANDO LE BOMBE?” (2)

Riguardo agli aspetti umanitari – si parla di 4.700 profughi al confine tra Somalia e Kenya – il direttore di Caritas Somalia ricorda che “le difficoltà umanitarie in Somalia non sono una novità da 16 anni: il 70% della popolazione vive in una situazione di sottonutrizione endemica e l’accesso all’acqua potabile è un privilegio. Certamente tutto si è aggravato durante gli scontri degli ultimi mesi perché è stata interrotta l’azione delle Ong e delle agenzie delle Nazioni Unite. Al Sud però non ci lavora nessuno perché la situazione è da tempo fuori controllo. Il flusso di profughi, che di solito è quotidiano, sarà dovuto all’accumularsi delle persone in seguito alla chiusura delle frontiere da parte del Kenya”. Il vero problema, a suo avviso, “è politico: questo governo viene già sentito dalla maggior parte dei somali come un governo imposto: dovrebbe dimostrare che sa risolvere i problemi primari della popolazione piuttosto che alzare il livello dello scontro all’interno della Somalia”.