” “In un’epoca in cui "si intrecciano, paradossalmente, un’indifferenza nei confronti delle problematiche religiose e una declinazione fondamentalistica della fede", la "questione del senso" può risultare decisiva per recuperare quegli elementi di "cattolicesimo diffuso" presenti ancora, nonostante tutto, nello scenario italiano. Lo ha detto Adriano Fabris, docente di etica della comunicazione all’Università di Pisa, intervenendo oggi al seminario sul "primo annuncio", promosso a Roma dalla Commissione Cei per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi. "L’annuncio cristiano si può definire come tale e può presentarsi in maniera coinvolgente anzitutto come annuncio di senso per l’uomo", ha affermato il relatore, evidenziando come nonostante "il nichilismo di chi ritiene di avere ormai preso congedo da Dio" e "il fondamentalismo di chi concepisce Dio come un’entità lontana, a cui si deve soltanto ubbidire", sono "presenti e riconosciuti" nella nostra cultura "elementi religiosi" di matrice cattolica. Due, però, i rischi da evitare: trasformare l’identità cristiana nell’"espressione di una parte", riducendo le parrocchie a piccole "oasi di senso" autoreferenziali e "poco incisive nel tessuto sociale", e favorire "un uso strumentale, ideologico" del cristianesimo. ” “