SANTA SEDE: PASTORALE DELLA STRADA, CAMION-CAPPELLA E TELEFONO AMICO PER CAMIONISTI (2)

Il documento finale dell’incontro sulla pastorale della strada mette in evidenza le condizioni di vita degli "abitanti della strada" ovvero i ragazzi e le donne di strada, i senzatetto. Per costoro la pastorale deve essere intesa "come lo sguardo del buon samaritano" e tradursi "in presenza di accoglienza e di servizio". La strada, si legge, diventa "cifra della vita e definisce un modo di essere uomo e donna in una società proiettata nella velocità e nel cambiamento, nella competizione e nel consumo, relegando nell’indifferenza o nella deriva chi non corre, chi non compete e non consuma, chi è sfruttato o abita la strada". A riguardo il documento offre alcune raccomandazioni a favore dei professionisti del trasporto stradale e degli abitanti della strada, giovani e donne sfruttate e clochard. Tra queste "approfondire l’attenzione pastorale per una mobilità sicura, sostenibile, che rispetti la vita, l’uomo, la sua dignità, i suoi diritti e il suo destino e svolgere incontri nei grandi piazzali per le soste, senza dimenticare gli autogrill" e poi "considerare che la situazione dei ragazzi e delle donne di strada, e dei senzatetto, è di assoluta vulnerabilità e rispondere al loro inespresso bisogno di salvezza e di sicurezza, andando loro incontro dove sono, nella strada, e non solo aspettandoli nei centri d’ascolto".