TRAGEDIA NELLO STRETTO: MONS. MONTENEGRO (MESSINA), “MAGGIORE ATTENZIONE ALLA SICUREZZA”

"Il rischio è che la speranza si spenga, la necessità è allora quella di portare la parola di Cristo". Così mons. Franco Montenegro, vescovo ausiliare di Messina, commenta la tragedia di ieri nello Stretto di Messina. In uno scontro in mare hanno perso la vita quattro persone che viaggiavano sull’aliscafo Segesta Jet delle Ferrovie dello Stato; i feriti sono quasi un centinaio. Erano a bordo della nave portacontainer Susan Borchard battente bandiera di Antigua e Barbuda, coinvolta nella collisione. Il vescovo ausiliare, nonché presidente di Caritas italiana, si fa “interprete della sofferenza di quanti sono stati coinvolti nello scontro", ed esprime "vicinanza ai familiari di persone che in mare vivono”. "Con l’arcivescovo mons. Calogero La Piana – dice – ci siamo subito attivati per portare sollievo alla tristezza e al dolore prima al porto e poi negli ospedali nei quali erano ricoverati i feriti". "Non è la prima volta che il mare porta paura e morte – ricorda mons. Montenegro – ed è per questo che è necessario farsi testimoni” di “colui che consola le ferite e dà ragione del dolore". Ma la Chiesa di Messina sottolinea anche "la necessità di porre maggiore attenzione sul tema della sicurezza in un tratto di mare attraversato ogni giorno da tante navi e ancor più persone".