” “Sulla svolta ecumenica del Concilio Vaticano II, ricorda Burigana, "sono stati diversi reazioni e giudizi da paese a paese, da diocesi a diocesi". In Italia "il dialogo ecumenico ha assunto una dimensione articolata e multiforme". Da questo punto di vista, "non va dimenticato che la Conferenza episcopale italiana, già, nel 1967, ha istituito un organismo per la promozione del dialogo ecumenico". In Italia ci sono altri "due gli aspetti da ricordare: un’attenzione particolare nei confronti del mondo ebraico, secondo lo spirito del Concilio Vaticano II, e la riflessione ecumenica sui matrimoni interconfessionali tanto da giungere alla redazione di due documenti da parte di una commissione mista cattolico-valdese". In vista della III Assemblea ecumenica europea è bene ricordare che "una sempre maggiore presenza di immigrati pone questioni nuove al dialogo ecumenico in Italia, con l’incontro tra tante tradizioni cristiane, che possono solo arricchire la testimonianza dell’evangelo". "Appare quanto mai necessario conclude Burigana – un ripensamento della dimensione ecumenica della vita quotidiana delle comunità in modo che essa diventi un elemento fondamentale".” “