EUTANASIA: DI PIETRO, "NON SI PUÒ GIOCARE SOLO SUI REGISTRI DELL’EMOTIVITÀ"

” “In materie come il testamento biologico, l’eutanasia e l’accanimento terapeutico spesso dominano la "confusione" e la "disinformazione", e non si può "giocare solo sui registri dell’emotività o con la sofferenza della gente". Per Maria Luisa Di Pietro, docente all’Università Cattolica e presidente dell’Associazione "Scienza e vita", i dati diffusi oggi dall’Eurispes – che ha anticipato alla stampa un capitolo del Rapporto 2007 sull’Italia – "andrebbero verificati su campioni diversi, esposti a un’informazione più adeguata". "La maggioranza della gente – denuncia Di Pietro – non ha la consapevolezza che l’eutanasia è l’uccisione di una vita umana, sia che essa venga effettuata dando o sottraendo qualcosa". No, dunque, al "linguaggio semplificato dello staccare o attaccare la spina", sì invece a "proporre alternative che diano alle persone mezzi e strutture per poter essere accompagnate anche nelle fasi finali della loro vita in modo confacente al rispetto della dignità umana". Altra distinzione fondamentale è quella tra "terapie" e "cure": "Se è vero – spiega l’esperta – che esistono terapie che possono essere sospese se sproporzionate, è anche vero che una società solidale e aperta alla fragilità deve continuare a prendersi cura delle persone anche quando le terapie non risultano più efficaci".” “