” “"Un omicidio che lascia sconcertati per la giovane età dei protagonisti e che non ha niente a che vedere con Napoli. Queste situazioni si stanno ripentendo in tutta Italia". Don Francesco De Luca, incaricato regionale del Servizio di pastorale giovanile della Conferenza episcopale campana, commenta così l’uccisione di un ragazzo a Napoli dopo una lite con un coetaneo. Il quindicenne ha confessato di aver ammazzato il coetaneo perché, mentre passava in motorino davanti al gruppo di cui faceva parte anche la vittima, gli è stato rivolto un epiteto ingiurioso. Di qui la decisione di procurarsi un coltello e tornare indietro per vendicare l’offesa. In tutto il Paese, per don De Luca, "c’è questa situazione di autoreferenzialità di ogni persona, di giustizialismo esasperato che in un certo qual modo vuole forse rispondere alle tante esperienze di ingiustizia che si vivono". Questo omicidio, per il sacerdote, manifesta chiaramente che "il ruolo della famiglia si sta totalmente destabilizzando". Insomma, l’omicidio "non è solo questione di ordine pubblico, ma di quale figura formativa, di quale mentalità giovanile si porta avanti in famiglia". (segue)” “