CEI: CARD. RUINI, "NO ALL’EUTANASIA, ATTENTI ALL’ABBANDONO TERAPEUTICO"

” “Passando poi a trattare dell’eutanasia, il presidente della Cei ha ricordato che "è legittimo rifiutare l’accanimento terapeutico, cioè il ricorso a procedure mediche straordinarie che risultino troppo onerose o pericolose per il paziente e sproporzionate rispetto ai risultati attesi. La rinuncia all’accanimento terapeutico non può giungere però al punto di legittimare forme più o meno mascherate di eutanasia e in particolare quell’abbandono terapeutico che priva il paziente del necessario sostegno vitale". Ruini ha citato a questo punto il caso Welby, affermando che "la sofferta decisione di non concederlo (il funerale religioso, ndr) nasce dal fatto che il defunto, fino alla fine, ha perseverato lucidamente e consapevolmente nella volontà di porre termine alla propria vita: in quelle condizioni una decisione diversa sarebbe stata infatti per la Chiesa impossibile e contraddittoria, perché avrebbe legittimato un atteggiamento contrario alla legge di Dio". Dopo alcuni riferimenti alla situazione internazionale, il presidente della Cei ha ricordato don Andrea Santoro, don Bruno Baldacci e suor Leonella Sgorbati, i tre italiani dei 24 martiri che nell’anno 2006 "hanno versato il loro sangue in terra di missione".” “