” “La solidarietà dei vescovi italiani con la popolazione della Guinea Conakry tiene conto della situazione politica ed economica del Paese che, all’inizio del 2007, è sempre più difficile. La moneta nazionale ha perduto il 71% del suo valore, senza un aumento dei salari. L’estrema indigenza e l’immigrazione clandestina, corruzione e frodi a danno dello Stato; un’opposizione politica imbavagliata sono tra i problemi. Adesso la situazione sta degenerando a causa di uno sciopero generale, proclamato dai sindacati nazionali il 10 gennaio 2007, senza che si accenni ad alcuna composizione del dissenso. I dirigenti sindacali chiedono la nomina di un primo ministro onesto, che presieda al rilancio dell’economia e alla riforma dell’amministrazione; il rispetto del principio di separazione dei poteri; il sostegno del potere di acquisto della popolazione. Il 15 gennaio è stata indetta una manifestazione di protesta e di preghiera interreligiosa, ma fin dalle prime ore del mattino la popolazione è stata dissuasa dal partecipare. Intanto, il 21 gennaio è stata pubblicata una lettera a firma dell’arcivescovo metropolita di Conakry, mons. Vincent Coulibaly, del vescovo anglicano mons. Albert Gomez e del pastore Samuel Kamano, con la quale la Chiesa cattolica, anglicana ed evangelica, riunite nel Consiglio cristiano di Guinea, sostengono la protesta e invitano alla negoziazione pacifica, offrendo disponibilità per una mediazione tra Governo e parti sociali.” “