"L’educazione autentica non è figlia della neutralità, ma della capacità di riappropriarsi autonomamente di pratiche di vita sperimentate non astrattamente e motivate in modo critico e non parziale". Lo ha detto Luigi Alici, docente di filosofia morale all’Università di Macerata e presidente dell’Azione Cattolica italiana, intervenendo oggi al Convegno nazionale della Fidae (Federazione Istituti di Attività Educative), in corso a Roma (fino al 27 gennaio) sul tema: "Insieme per una scuola che promuova la persona". Per far fronte allo "scarto generazionale, oggi particolarmente profondo a livello di mentalità, di costume, di educazione", occorre secondo Alici – "demistificare il mito della neutralità educativa" che vuol dire "non confondere l’imparzialità con la neutralità". "Accompagnare un ragazzo significa fargli percorrere una strada; se gli precludiamo la possibilità di sperimentare una strada concreta, sostituiamo quella strada con il deserto, accreditando l’idea relativistica per cui una strada vale l’altra". "Il compito di istituzioni educative cristianamente ispirate", per Alici, consiste nel "costruire un ponte" tra i valori "non negoziabili" che non significa "non argomentabili" – e i "principi identitari" come quelli delle Confessioni religiose, che appartengono alla "sfera della testimonianza".