"Mi indigno aggiunge il presule – quando vedo le Istituzioni preposte alla tutela dei diritti fondamentali dei più deboli ammainare quasi la bandiera di fronte alla cosiddetta libertà di espressione e di informazione, diventata libertà assoluta priva di qualsiasi vincolo legale, morale, sociale. Siamo arrivati a livelli di libertinaggio". Riflettendo sull’ipotesi che la violenza sessuale nei confronti di una bambina di nove anni, avvenuta nella sua diocesi, da parte di un branco di bambini poco più grandi, sia nata dalla emulazione di programmi visti in tv mons. Sanguinetti aggiunge: "Non posso tollerare che lo Stato non intervenga per impedire certe sconcezze che la televisione propina a tutte le ore, così come non posso credere che non si possa mettere un freno a quello che internet trasmette". Anche la famiglia non deve lasciare un bambino davanti alla televisione o un computer da solo, piuttosto "deve tornare ad essere al fianco dei bambini per tutelarli". Richiamando il messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali 2007, "I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l’educazione", conclude: "I responsabili di tutti i mezzi di comunicazione, delle istituzioni, la famiglia e noi tutti dobbiamo decidere delle regole fondamentali per bloccare questa che non è più libertà, ma soltanto barbarie, sulla pelle dei più piccoli".