"Molti immigrati giungono dall’Eritrea, dove l’età per la leva si è abbassata a 12 anni: ottengono un permesso di soggiorno per motivi umanitari, ma poi vengono spediti allo sbaraglio al Nord", mentre "avrebbero bisogno di un accompagnamento linguistico e lavorativo, per fare un percorso di inclusione sociale e non di marginalizzazione". Lo ha denunciato stamattina a Bologna Paola Vitiello, responsabile del centro d’ascolto Caritas per stranieri, presentando l’attività svolta nel 2006. Vitiello ha poi invitato a prestare attenzione all’immigrazione dalla Romania. "In primo luogo ha sottolineato occorre trasformare il lavoro nero in regolare; poi bisogna occuparsi della prima accoglienza ai Rom, al fine di evitare la creazione di ghetti, e infine vigilare sullo sfruttamento sessuale, colpendo i trafficanti e gli sfruttatori". La Caritas di Bologna, infine, dal 2002 è impegnata ad assistere bambini e ragazzi stranieri, affetti da gravi malattie, che chiedono di venire a curarsi nei nostri ospedali grazie a una convenzione stipulata dalla Regione. 17 i casi incontrati fino ad oggi. "La Regione finanzia le spese sanitarie – ha spiegato Germana Morisi – mentre la Caritas offre un aiuto nella ricerca di soluzioni abitative, nell’accompagnamento ai colloqui con i medici e nell’adempimento di tutte le pratiche amministrative".