VITTIME DELLA TRATTA: CNCA, "IL SISTEMA DI PROTEZIONE E TUTELA RISCHIA DI NON FUNZIONARE BENE"

L’annuncio di centinaia di fermi di malavitosi che sfruttavano giovani ragazze dei Paesi del’est europeo a fine di prostituzione, non fa tirare un sospiro di sollievo al Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (Cnca). In una nota diffusa questa mattina si sottolineano alcuni limiti, tra i quali l’applicazione dell’art. 18 della legge di "tutela delle vittime di tratta". Il Cnca afferma che "alcune questure si ostinano a rilasciare il permesso di soggiorno solo alle vittime che denunciano i propri sfruttatori, mentre la legge non prevede tale atto come condizione per ottenere il permesso". Inoltre, per quanto riguarda il "pronto intervento", si fa notare che i gruppi che aderiscono alla Federazione del Cnca (oltre 200) "non sono stati in grado di ottenere quel cofinanziamento che il bando prevede come necessario". Si chiede anche l’istituzione del "Tavolo interministeriale sulla tratta" e il potenziamento del "Numero Verde Nazionale Antitratta" di recente riattivato. Nel frattempo viene annunciata a Firenze una conferenza stampa il 31 gennaio per il lancio della campagna radiofonica per la "liberazione delle ragazze costrette a prostituirsi". Protagonista della campagna sarà Adelina, giovane albanese sfuggita ai propri sfruttatori (Radio Voce della Speranza, tel. 055-414040).