"Aggiungi un posto a tavola" replica: la tradizionale iniziativa natalizia, che ha visto 70 famiglie milanesi aprire le proprie case a 120 profughi asiatici, africani, dall’America Latina e dall’Est Europa, di cui il 65% di religione musulmana, si ripeterà domani 6 gennaio, quando l’invito verrà "ricambiato". In collaborazione con la Diocesi Ambrosiana, il Consiglio Pontificio Cor Unum e la Comunità Islamica della Lombardia, l’Osservatorio di Milano ha infatti proposto alle famiglie musulmane di ospitare nella moschea di Segrate i cittadini milanesi e della provincia. E’la prima volta in Italia che una moschea si apre a tanti cittadini non musulmani. Per Milano è "un passo importante nella direzione della consapevolezza multietnica; per i cristiani, un’occasione per ascoltare la ‘grammatica della pace’ che, il Papa ci ricorda, è scritta nel nostro cuore". Secondo mons. Gianfranco Bottoni, responsabile del servizio per l’ecumenismo e il dialogo della diocesi di Milano, "l’iniziativa è certamente interessante e apprezzabile, nella misura in cui mira a far conoscere i valori religiosi, spirituali e culturali, dell’Islam". (segue)