VOCAZIONI: CENCINI (UPS), "SACERDOTI PIÙ DISPONIBILI ALLE CONFESSIONI" (2)

” “Un contributo al cammino di crescita un ruolo particolare spetta alla famiglia chiamata, per Cencini, "a creare una cultura vocazionale. Sposarsi, mettere al mondo dei figli sono scelte vocazionali che avvantaggiano tutta la Chiesa" anche perché fanno diminuire l’incidenza della crisi numerica dei figli sul numero delle vocazioni. Al presbitero spetta invece un ruolo "di regia inteso non come un supermanager vocazionale ma come una figura realmente presente all’interno del cammino del giovane, una sorta di personal trainer vocazionale". "Un presbitero – ha affermato – dovrebbe chiedersi quante persone assiste nel discernimento vocazionale. L’autentico registro dell’accompagnamento è la condivisione del cammino con il giovane, utile anche come strumento di formazione permanente per lo stesso sacerdote". Sulla figura del presbitero si è soffermato, nelle conclusioni al convegno, anche mons. Italo Castellani, arcivescovo di Lucca e presidente della Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata e del Cnv. Collegandosi al recente convegno della Chiesa italiana di Verona mons. Castellani ha ribadito la necessità per il sacerdote di "essere uomo di comunione, che sa scorgere nel volto degli altri ciò che manca alla sua vocazione, e testimone della trasformazione di vita che solo la Resurrezione provoca ed agire di conseguenza".” “