"La decisione del Tar del Lazio ha ristabilito una situazione decorosa e rispettosa nei confronti dei consumatori". Così Mariagrazia Fanchi, docente di Storia culturale dei media audiovisivi all’Università Cattolica di Milano, commenta al SIR il provvedimento adottato ieri dall’organo amministrativo a proposito del film "Apocalypto", vietandone la visione ai minori di 14 anni. Per la docente, che auspica che la camera di consiglio il 17 gennaio ratifichi questa decisione, "era il minimo che si potesse fare". La Commissione di revisione cinematografica rileva – aveva commesso "un errore clamoroso", non per "ragioni di ordine ideologico o politico", ma a causa di "una leggerezza nel giudizio, semmai dovuta a un effetto di trascinamento: essendo passato a suo tempo The Passion senza censura, lo stesso comportamento è stato adottato per Apocalypto". Piuttosto "se da una parte c’è una soglia con criteri fissati dalla Commissione di revisione, d’altra parte è anche vero che questi criteri sono suscettibili di variazioni: la tollerabilità e la reattività del pubblico cambia a seconda del momento storico, alla congiuntura, alla situazione specifica. Ma proprio questi elementi conclude – oggi chiedono in maniera forte regole e attenzioni nei confronti dei minori".