"Per chi conosce la vita del santo molte inesattezze, riportate nella fiction, saltano agli occhi: episodi completamente inventati, altri eliminati, omissioni importanti, come l’amicizia di san Giuseppe Moscati con il beato Bartolo Longo". A commentare in un’intervista per il Sir la fiction, trasmessa nei giorni scorsi, dedicata al santo medico, nato a Benevento nel 1880 e morto a Napoli nel 1927, canonizzato nel 1987, è fratel Egidio Ridolfo, tra gli autori della rivista "Gesù Nuovo" che si occupa di Moscati e curatore del sito internet dedicato al santo (www.moscati.com). Per il gesuita, "la stessa dimensione spirituale è stata appena accennata: nella fiction si vede solo due volte il santo che prega, mentre per lui la messa e la comunione quotidiane, alla chiesa del Gesù Nuovo o a S. Chiara, erano un fatto assodato; anzi, erano il primo atto di una giornata molto piena". "Malgrado gli evidenti elementi trascurati o falsi conclude fratel Ridolfo – è anche vero che per chi non conosceva il santo la fiction è stata un’occasione per avvicinarsi a San Giuseppe Moscati". Dunque, c’è un risvolto positivo: "Adesso molti chiedono notizie, vogliono la biografia. È nato, perciò, un interesse verso la sua figura che può essere approfondito attraverso il sito e le biografie".