IMMIGRATI IN FRANCIA: MIOLI (MIGRANTES), "NON SI PUÒ NON CONDIVIDERE IL GIUDIZIO SEVERO" DI LA CROIX

"L’immigrato è visto come un individuo di cui interessa soltanto la forza lavoro. La sua famiglia non sarebbe che un peso, un gravame per il sistema sanitario e per le assicurazioni sociali, cose che secondo la linea politica corrente dovrebbero essere limitate al massimo. Poco importa che si tratti di uno dei diritti fondamentali quello per la persona di vivere in famiglia e il diritto per i bambini di non essere separati dai genitori". Fa sue queste affermazioni del quotidiano cattolico francese La Croix p. Bruno Mioli, consulente della Fondazione Migrantes, a commento della recente decisione del Senato francese di rendere più severe le regole per il ricongiungimento familiare degli immigrati anche ricorrendo all’esame del Dna. "Una maggiore rigorosità verso gli immigrati – spiega Mioli – c’é già con l’imposizione di un notevole grado di conoscenza della lingua francese e con l’opzione per un’immigrazione non ‘subita’ ma ‘selezionata’secondo criteri economici". "Si è in attesa di ulteriori chiarimenti e di possibili modifiche – si legge in una nota che uscirà domani su "Migranti-press" – altrimenti per questa legge, così come suona, non si può non condividere il giudizio severo del quotidiano francese". In Francia gli immigrati superano di poco i tre milioni.