"Se le responsabilità per l’equità sociale ha dichiarato Migliore ha a che fare primariamente con i singoli governi, la comunità internazionale ha il dovere di cooperare attivamente al suo incremento, sia creando condizioni commerciali e finanziarie favorevoli alla crescita di tutte le economie nazionale, sia rifiutando condizionamenti che impediscano agli Stati di adottare politiche mirate ad aiutare i settori meno favoriti della società, come i disabili e gli anziani". Oggi, è l’analisi della Santa Sede, "il mondo soffre per lo scardinamento, a livello maggiore o minore, dello sviluppo sociale dal progresso economico". Al contrario, "è importante ripetere che le politiche economiche non possono essere separate dalle politiche sociali; altrimenti, né le une né le altre raggiungerebbero i loro rispettivi obiettivi". Negli ultimi dodici anni, in particolare, secondo Migliore "c’è stata una chiara tendenza alla crescita delle disuguaglianze tra ricchi e poveri, tra paesi sviluppati, in via di sviluppo, e all’interno delle singole nazioni". Ciò vuol dire, per la Santa Sede, che "i più grandi benefici della crescita economica globale non hanno raggiunto, parlando in generale, i segmenti più poveri della società". ” ” ” “