"Si tende spesso a conferire caratteri miracolistici alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, ma pochi sanno che la percentuale di gravidanze (e non di parti) su prelievi di ovociti effettuati con le tecniche Fivet ed Icsi è del 21,2%". E’ il dato di partenza attorno a cui si articola il convegno "Fertilità: visione cattolica", promosso domani a Roma (ore 9-18.30, Auditorium padre A. Sala, Idi-Irccs, Via Monti di Creta, 104) dall’Idi (Istituto Dermopatico Immacolata)-Irccs e dalla Facoltà di Bioetica dell’Ateneo pontificio "Regina apostolorum". "La gravidanza si legge in una nota dipende da molti fattori e, tranne i casi di vera sterilità, esiste una finestra più o meno ampia in termini percentuali, nella quale potrebbe instaurarsi una gravidanza". Senza contare che "l’analisi dell’argomento, limitata all’aspetto medico, sarebbe insufficiente se non fosse corroborata da una riflessione etica". Di qui la necessità di una riflessione "sulla conformità delle tecniche biomediche che intervengono nella procreazione ed i principi della morale cattolica, al fine di chiarire i problemi morali sollevati dagli interventi artificiali sulla vita nascente e sui processi della procreazione". Info: congressi@idi.it.