"Potente, famosa, professionale", generalmente di sesso maschile. E’l’identikit della "tele-persona", l’immagine cioè di persona "vincente" che di solito "sbuca" dal video, per catturare l’attenzione di giovani e giovanissimi, sempre più assidui frequentatori dei palinsesti. In tv è un altro dei dati presenti nella ricerca dal titolo "Immagini della persona nel mondo televisivo giovanile", presentata oggi a Padova dalla Fondazione Bortignon, eretta nel 2000 dall’arcivescovo-vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo nei programmi di informazione "si parla poco delle donne", perché "la persona-donna tende a far notizia, e come tale appare la sua immagine sullo schermo televisivo, quando è protagonista in quanto vittima di eventi o fatti criminosi e violenti". In termini di genere, dunque, in televisione la persona-uomo, "razionale",è il soggetto prevalente delle notizie trasmesse, mentre la persona donna tende ad essere soggetto di notizia come "vittima" o "celebrità" del mondo dello spettacolo, appare spesso come soggetto "in relazione agli altri" ed assume prioritariamente le sembianze di "madre, moglie, figlia". Duri a morire, infine, gli stereotipi di genere, che dipingono la donna come "emotiva" e l’uomo come "razionale". (segue)