CHIESE E ARTE: DAVERIO (CRITICO), UNA FRATTURA DOVUTA AL "CAMBIAMENTO DEL RAPPORTO TRA COMITTENZA E ARTISTA"

"A cosa è dovuto l’attuale distacco tra Chiesa e mondo dell’arte, cosa ha interrotto un dialogo che si è snodato in maniera del tutto naturale a partire dal VI-VII secolo?": è la domanda rivolta dal critico d’arte Philippe Daverio ai partecipanti al 5° Convegno internazionale "Chiese… a regola d’arte – L’adeguamento dei luoghi di culto secondo la liturgia del Vaticano II", in corso a Venezia.” “Secondo Daverio: "E’ difficile dare una risposta complessiva, ma possiamo individuare un elemento di frattura nel cambiamento del rapporto tra committenza ed artista". "Il Capitolo di S. Maria delle Grazie a Milano – ha proseguito il critico d’arte –, per fare un esempio che abbiamo studiato anche per confutare le tesi di Dan Brown, non avrebbe permesso a Leonardo di dipingere nulla nell”Ultima cena’ che non fosse teologicamente accurato; oggi la committenza sembra invece subire l’importanza dell’artista a cui viene affidato un incarico". "Occorrerebbe – ha invitato Daverio – che la Chiesa recuperasse il suo ruolo di committenza con la stessa energia con la quale lo svolgeva Giulio II nei confronti di Bramante e Michelangelo" e che si impegnasse, insieme al mondo dell’arte e dell’università, "nella formazione di giovani architetti che sappiano rispondere alle esigenze di rapportarci con equilibrio all’eredità di un patrimonio architettonico-artistico imponente ".” “